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Italia: sette anni di rinvii in un processo per furto salame

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 maggio 2011 - 19:57
(Keystone-ATS)

Magistrati, avvocati, cancellieri e addetti alle notifiche. Sono mobilitati periodicamente a Lecco per il fantomatico furto di un salamino di cinghiale e pochi altri generi alimentari, per un valore di 70 euro, che vede imputata da sette anni una nomade, di fatto irreperibile.

Il furto avvenne in un supermercato del centro di Lecco nell'agosto del 2004 e ora - a quasi sette anni dal giorno in cui la donna venne scoperta con la refurtiva sotto la gonna - la discussione del caso in Tribunale è stata aggiornata al prossimo mese di luglio.

Inizialmente, la donna aveva scelto un avvocato di Torino che in seguito aveva rinunciato all'incarico e ora viene tutelata da un avvocato d'ufficio di Lecco. Domiciliata in un campo nomadi di Sesto San Giovanni (Milano) non è mai stata trovata in occasione delle notifiche giudiziarie.

L'iter prosegue, fra tutti i costi del caso, il rischio della prescrizione è concreto, mentre della donna ormai si è persa ogni traccia.

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