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Italia: soldi per rimpatri, Lega dice no

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 marzo 2011 - 20:29
(Keystone-ATS)

È scoppiata la polemica nel governo italiano dopo la proposta del ministro degli esteri Franco Frattini di mettere a disposizione 2000-2500 dollari per ogni immigrato arrivato in Italia con i barconi provenienti dalla Tunisia che accetti volontariamente di rientrare nel suo paese.

"Ma che pagare, io non gli darei niente, li caricherei e li porterei indietro", ha tuonato il leader della Lega Umberto Bossi sottolineando che non solo bisogna trattare i migranti da clandestini , ma che, se pure tornassero, l'obbligo del governo sarebbe quello di spedirli di nuovo nel loro paese.

"Un'idea assurda, non so a chi possa essere venuta, tornerebbero tutti indietro per prendere altri 2.500 dollari", lo ha spalleggiato Roberto Calderoli.

Il leader della Lega ha bocciato anche la proposta del Partito democratico di un ministero dell'Immigrazione: "Ci penso io e vedete che va tutto a posto", ha detto ai giornalisti. Con questa sua uscita Bossi vuole rassicurare soprattutto l'elettorato del Carroccio che i migranti - che in queste ore stanno sbarcando a migliaia a Lampedusa - non andranno nelle regioni del nord.

Ma l'offerta dell'Italia per fermare l'ondata di migranti non riguarda solo i rimpatri assistiti. Nell'incontro di ieri a Tunisi, Frattini e il ministro dell'interno Maroni hanno infatti messo sul piatto un consistenze pacchetto di aiuti.

"Da un lato abbiamo offerto un sostegno per il bilancio del paese, con una linea di credito da 95 milioni - ha detto Frattini - E dall'altro abbiamo predisposto un pacchetto di aiuti che incida sui settori che hanno un valore aggiunto, a cominciare dalle piccole e medie imprese".

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