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Gli Hezbollah libanesi, appoggiati da Siria e Iran, assicurano che il prossimo governo di Beirut, se sarà guidato eventualmente da un premier indicato dall'opposizione da loro guidata, "sarà un esecutivo di partecipazione nazionale, composto da tutte le principali forze", tra cui anche quelle della maggioranza parlamentare, sostenuta dall'Arabia Saudita. Lo ha affermato stasera il leader del movimento sciita, il sayyid Hasan Nasrallah, in un discorso tv in diretta.

Nel suo annunciato discorso TV, in corso alla vigilia dell'inizio, domani, delle consultazioni parlamentari per la formazione del nuovo governo, Nasrallah ha precisato che il candidato dell'opposizione "per il momento" più papabile è l'anziano sunnita Omar Karame (76), già premier sia nel 1990 che nel 2004, nella crisi che precedette l'assassinio dell'ex primo ministro Rafiq Hariri, padre dell'attuale capo del governo uscente Saad Hariri. Il leader sciita ha però affermato che Karame, a causa della sua età, accetterebbe l'incarico soltanto "se non ci saranno altri migliori candidati".

Dopo la caduta il 12 gennaio del governo di Hariri, le consultazioni erano previste per lunedì scorso, ma sono poi state rinviate di una settimana su richiesta dell'opposizione. Il premier uscente Hariri sembra non avere più la maggioranza parlamentare dopo l'annuncio, venerdì, della defezione dalle file della sua coalizione di almeno sette deputati del leader druso Walid Jumblat, che ha annunciato di schierarsi con "la Siria e la Resistenza" (Hezbollah).

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SDA-ATS