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Per la prima volta dall'inizio delle operazioni della coalizione in Libia, un aereo militare delle forze di Gheddafi è stato abbattuto non lontano da Bengasi. Una strage di civili si teme invece nell'ovest del Paese, sotto l'attacco delle forze governative.

Un primo scossone che ha fatto temere una rapidissima escalation militare c'è stato dopo che un jet americano è precipitato nel nord-est del Paese. Il comando stattunitense ha però subito rassicurato che il velivolo era caduto per un guasto meccanico, non abbattuto. L'F-15 era decollato nella notte dalla base di Aviano. Il pilota e l'ufficiale a bordo sono salvi e al sicuro, ma civili sono rimasti feriti nell'operazione di salvataggio.

Un bagno di sangue si teme invece nell'ovest della Libia dove hanno attaccato le forze di Gheddafi. Testimonianze segnalano decine di morti nelle città ribelli di Misurata e Zenten sotto il cannoneggiamento dei carri armati libici. A Misurata, 200 km a est di Tripoli, si contano almeno 40 vittime tra cui anche quattro bambini che viaggiavano a bordo di un'automobile colpita in mattinata dall'artiglieria che ha fatto fuoco senza sosta sulla città in mano agli insorti e da giorni sotto l'attacco delle forze pro-Gheddafi che, a più riprese, ne hanno annunciato la presa. Poi a Zenten, dove oltre ai cannoni sono in azione cecchini, la gente è in fuga e i morti sarebbero tra 10 e 15. E, ancora, a Yefren (130 km a sudovest di Tripoli) dove "scontri violenti" fra i ribelli e le forze del regime "hanno fatto almeno nove morti e molti feriti", ha detto un altro testimone. Mentre con il calare della notte si sono uditi colpi di contraerea ed esplosioni a Tripoli.

Per il quarto giorno consecutivo l'offensiva della coalizione oggi ha continuato il lancio di missili e il sorvolo dei caccia: il Pentagono ha reso noto che le forze della coalizione impegnate nel mantenimento della no-fly zone sulla Libia hanno lanciato 20 missili Tomahawk la notte scorsa contro le unità della difesa aerea libica, portando a 159 il numero di missili lanciati dall'inizio della operazione 'Odyssey Dawn' da navi e sottomarini Usa e britannici. Mentre anche i caccia della portaerei francese a propulsione nucleare Charles de Gaulle hanno condotto oggi una prima missione in Libia: una pattuglia di due Rafale ha effettuato "un volo di ricognizione" nello spazio aereo libico, ha informato lo stato maggiore francese.

La Francia consolida anche così il suo ruolo chiave in questa missione internazionale i cui connotati militari (ma anche politici) sono però in queste ore continuo oggetto di discussione lontano dal teatro di guerra. Se ne parla in contatti continui e conversazioni telefoniche tra Casa Bianca ed Europa in cui è ancora il ruolo che assumerà la Nato il tema più spinoso. Ma il segnale definitivo che sembrerebbe sbloccare l'impasse proviene ancora una volta da Parigi che in serata si è detta "favorevole" ad un comando integrato della Nato "in sostegno alle forze della coalizione".

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SDA-ATS