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Libia: Cpi, ok a mandato arresto per Gheddafi e figlio

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 giugno 2011 - 15:27
(Keystone-ATS)

I giudici della Corte penale internazionale (Cpi) dell'Aja hanno accolto la richiesta del procuratore Luis Moreno Ocampo di spiccare un mandato di cattura contro il colonnello Muammar Gheddafi per crimini contro l'umanità.

La stessa richiesta è stata accolta per il suo secondogenito Saif al-Islam e per il capo dei servizi segreti libici, Abdullah al-Senussi: anche loro sono accusati di crimini contro l'umanità. La Corte ha dato mandato di spiccare subito l'ordine di arresto.

Secondo i giudici ci sono motivi ragionevoli per ritenere che in Libia sia stato "lanciato un attacco contro la popolazione civile e gli oppositori politici" che in meno di due settimane ha provocato centinaia di morti e prigionieri, e che "atti inumani" siano stati inflitti ai civili, privati gravemente dei loro diritti fondamentali. La brutale repressione ha colpito in particolare le città di Tripoli, Bengasi e Misurata.

La CPi considera l'arresto di Gheddafi, come del figlio e del capo dei sevrizi segreti Abdullah al-Senussi, "necessario", soprattutto per evitare il proseguimento dei crimini. Per questo, la Corte chiede immediatamente a tutti gli stati e le organizzazioni regionali e internazionali coinvolte di "cooperare pienamente con la Corte e il procuratore" per assicurarne la cattura.

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