Navigation

Libia: Francia; Juppé insiste, urgono raid mirati

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 marzo 2011 - 15:19
(Keystone-ATS)

Non è ancora troppo tardi per bombardamenti mirati contro il regime libico di Muammar Gheddafi: lo dice il ministro degli Esteri francese, Alain Juppé, in un breve articolo pubblicato sul suo blog personale e intitolato 'Notre honneur' (Il nostro onore). "Solo la minaccia dell'uso della forza - afferma Juppé - può fermare Gheddafi".

"È bombardando le posizioni dei suoi oppositori, con quelle poche decine di aerei ed elicotteri di cui dispone realmente, che il dittatore libico ha rovesciato i rapporti di forza", sottolinea ancora Juppé, aggiungendo: "Potevamo e possiamo ancora neutralizzare i suoi mezzi aerei con bombardamenti mirati.

È ciò che la Francia e la Gran Bretagna propongono da settimane. A due condizioni: ottenere un mandato del consiglio di sicurezza dell'Onu, unica fonte di diritto internazionale in materia di uso della forza; agire non solo con il sostegno ma anche la partecipazione effettiva dei Paesi arabi.

Questa seconda condizione - precisa il ministro - sta per essere soddisfatta: molti Paesi arabi ci hanno assicurato che parteciperebbero. La Francia, con la Gran Bretagna e il Libano, hanno appena depositato a New York il progetto di risoluzione che ci darebbe l'atteso mandato.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?