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Libia: Nato; tempo Gheddafi scaduto, stop regno terrore

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 maggio 2011 - 15:54
(Keystone-ATS)

Il regno di terrore di Gheddafi "deve finire immediatamente", il tempo del rais "è scaduto": è quanto afferma la Nato a commento delle prove raccolte dalla Procura della Corte penale internazionale dell'Aja (Cpi) sulla base delle quali ieri il procuratore Ocampo ha chiesto il mandato d'arresto contro Gheddafi per crimini contro l'umanità.

La richiesta del procuratore della Cpi "è una prova ulteriore che l'isolamento internazionale del regime libico cresce di giorno in giorno", ha commentato la portavoce Oana Lungescu. "È difficile immaginare che una transizione vera in Libia possa avvenire mentre chi è responsabile di attacchi sistematici e in larga scala contro la popolazione civile resta al suo posto". La Nato ritiene che "il tempo di Gheddafi è scaduto", ha aggiunto.

La Lungescu ha poi spiegato che la Nato non è in grado di confermare se sono in atto defezioni importanti tra gli uomini del regime libico, ma se le notizie che arrivano dalla Libia sono vere "proverebbero che Gheddafi è sempre più isolato, che per il suo regime non c'è futuro ed è arrivato il tempo che lasci in pace il suo popolo". Secondo una fonte del governo tunisino, il ministro del petrolio del regime libico - Shokri Ghanem - ha abbandonato il regime di Muammar Gheddafi e si trova ora in Tunisia.

Comunque i bersagli della campagna militare della Nato in Libia "restano militari" e per ora le regole d'ingaggio della missione non cambiano, ha chiarito il portavoce militare Mike Bracken, rispondendo a domande sulle dichiarazioni del capo di Stato Maggiore Sir David Richards, consigliere del premier David Cameron, secondo le quali "il cerchio si sta chiudendo attorno a Gheddafi ma occorre aumentare la pressione con una azione militare più intensa".

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