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Libia: premier dice sì a cessate il fuoco per bloccare raid Nato

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 maggio 2011 - 21:51
(Keystone-ATS)

Il primo ministro libico Baghdadi Mahmoudi ha detto oggi che il suo paese è pronto a un cessate il fuoco "immediato" e ad accettare osservatori internazionali se la Nato fermerà i suoi raid aerei contro la Jamahiriya.

Secondo quanto riferisce l'agenzia ufficiale Jana, Mahmoudi oggi ha avuto un incontro con l'emissario dell'Onu Abdel-Elah al-Khatib, in visita a Tripoli. È a lui che ha manifestato la disponibilità del governo libico per una fine delle ostilità.

"La preoccupazione della Grande Jamahiriya è un cessate il fuoco immediato che vada a coincidere con la fine dei bombardamenti della Nato e l'accettazione di osservatori internazionali per l'attuazione della tregua", ha detto il premier al suo interlocutore.

Mahmoudi secondo la Jana ha poi ribadito che Tripoli resta a favore dell'integrità del territorio nazionale e del suo popolo, aggiungendo che "spetta ai libici decidere dei loro affari interni e del loro sistema politico attraverso il dialogo democratico e lontano dai bombardamenti e dalla minacce".

Il premier ha colto l'occasione dell'incontro con l'emissario dell'Onu per denunciare "gli abusi e le violazioni" commessi dalla Nato in Libia, citando in particolare "gli omicidi politici, l'ingiusto blocco navale, il bombardamento di siti civili e la distruzione delle infrastrutture".

Al Khatib, giunto a Tripoli ieri sera proveniente da Atene, ha incontrato anche il ministro degli esteri Abdelati al-Obeidi.

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