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Libia:Gheddafi esce e sfida, queste bombe mi fanno ridere

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 marzo 2011 - 07:35
(Keystone-ATS)

In una breve apparizione ieri sera dalla sua residenza-caserma di Bab el Aziziya a Tripoli Muammar Gheddafi ha arringato una folla di sostenitori, promettendo una vittoria finale sulle forze della coalizione, e sollecitando gli "eserciti islamici" a schierarsi al suo fianco perchè c'è in corso "una nuova crociata scatenata contro l'Islam".

Nella sua prima uscita in pubblico dal 15 marzo scorso, il leader libico, vestito di scuro, ha parlato per circa tre minuti - ripreso in diretta dalla tv di Stato - con tono di sfida e ripetendo più volte "sono, qui, sono qui, sono qui la mia casa è qui".

La Libia, ha proclamato, "è pronta per la battaglia, che sia breve o lunga" e "alla fine vinceremo noi". "Queste bombe mi fanno ridere - ha esclamato rivolto ai manifestanti che lo acclamavano - Niente mi fa paura, nessun tiranno mi può spaventare".

"Ci sono manifestazioni dovunque contro questo attacco non giustificato - ha ancora detto Gheddafi - che viola la Carta dell'Onu". L'area di Bab el Aziziya - già colpita nel 1986 nei bombardamenti Usa contro il regime libica - è stata centrata da un missile domenica sera.

Intanto almeno due esplosioni sono state udite da testimoni a Tripoli prima dell'alba. Non si sono sentiti invece colpi della contraerea libica.

Il presidente americano Barack Obama, in un'intervista alla Cnn, ha affermato che il leader libico Gheddafi potrebbe cercare di "accucciarsi" e temporeggiare "malgrado l'imposizione della no-fly zone e anche se le sue forze sono state indebolite".

Sono stati liberati nella notte a Tripoli i tre giornalisti occidentali - due reporter dell'agenzia France Presse e un fotografo della Getty Images - arrestati il 19 marzo dalle forze libiche presso Ajdabiya, nell'est della Libia. Lo ha constatato un giornalista della France Presse.

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