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Mali: rapita missionaria svizzera

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 aprile 2012 - 07:19
(Keystone-ATS)

Una missionaria svizzera sarebbe stata rapita ieri nel nord del Mali. Stando a quanto riferito da testimoni la donna è stata prelevata nella sua abitazione di Timbuctu da uomini armati che indossavano un turbante. Contattato dall'ats il Dipartimento federale degli affari esteri ha fatto sapere che sta verificando la notizia.

Mohammed Ould, un funzionario dell'amministrazione cittadina, ha riferito all'Afp che la svizzera sequestrata si chiama Béatrice. Un abitante del posto ha detto di aver visto sei rapitori armati.

Un vicino del quartiere Abaradjou ha confermato quanto successo alla Reuters. La donna è assai nota in città per la sua attività di diffusione del cristianesimo, ma anche per il suo impegno sociale. Di circa 40 anni, vive da tempo a Timbuctu e parla diverse lingue del posto.

Una settimana fa i ribelli tuareg hanno proclamato l'indipendenza del nord del Mali. Il potere viene però di fatto esercitato in vaste zone dal movimento islamico Ansar Dine, che controlla tutte le principali città della regione, fra cui Timbuctu.

Contrariamente ad altri occidentali la missionaria non aveva lasciato la città. Stando all'Afp sono ora 21 gli ostaggi sequestrati in Sahel: oltre alla missionaria nelle mani di rapitori vi sono 13 occidentali - fra cui sei francesi - e sette algerini.

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