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Messico: narcos, stato emergenza dopo 8 morti a Michoacan

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 dicembre 2010 - 18:54
(Keystone-ATS)

CITTÀ DEL MESSICO - Il governo dello Stato di Michoacan, 300 chilometri a nord ovest di Città del Messico, ha dichiarato lo stato d'emergenza, dopo che i continui scontri a fuoco tra bande del cartello La Familia e truppe federali, a partire da mercoledì notte e fino all'alba di oggi hanno registrato un bilancio provvisorio di otto morti, tra i quali tre civili, numerosi feriti, oltre 50 veicoli incendiati e la gente terrorizzata tappata nelle case.
"Non è ancora finita", ha ammesso il governatore Leonel Godoy assicurando che le forze dell'ordine continueranno a pattugliare la capitale Morelia ed i 12 municipi dove, secondo i media, vi sono stati "i combattimenti più violenti degli ultimi quattro anni".
La 'battaglia' ha preso il via mercoledì, nel municipio di Apatzigan. Dove gruppi di narcos fortemente armati hanno affrontato una cinquantina di unità della polizia federale a colpi di Khalasnikov e bombe a mano. Ieri, invece, gli scontri si sono propagati in altri 11 municipi e perfino a Morelia, dove gli uomini de La Familia sono ricorsi ai 'narco-blocchi' dei cinque principali accessi alla città effettuati con auto, camion e autobus sequestrati ai passanti. "Incappucciati, armi in mano e picchiandoci ci hanno costretti tutti a scendere" ha raccontato a Excelsior, l'autista di un autobus.
Gli scontri, rileva il giornale, sono cominciati a 48 ore dal giorno in cui ricorrono quattro anni dall'Operazione Michoacan, lanciata dal presidente Felipe Calderon il 10 dicembre del 2006.
Fonti ufficiose del governo hanno assicurato oggi che vi sarebbero stati molti più morti tra i narcos, tra quali anche Nazario Moreno Gonzalez, il leader del Cartello. Ma Alejandro Poirè, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale non ha confermato tale versione, assicurando però che "le truppe federali, faranno tutto il possibile per riportare la calma".

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