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WASHINGTON - Il medico personale di Michael Jackson, Conrad Murray, il giorno in cui il cantante morì, il 25 giugno dello scorso anno, ritardò a fargli il massaggio cardiaco e cercò di nascondere una serie di farmaci prima che nella villa di Los Angeles arrivassero i soccorsi.
E' quanto si sostiene in alcuni documenti citati dall'agenzia americana Associated Press e ripresi con evidenza dal New York Times, che sul suo sito pubblica le ultime indiscrezioni dell'inchiesta riguardante la morte della pop star.
Secondo il quotidiano, queste accuse saranno al centro del caso giudiziario che i procuratori si accingono ad aprire nei confronti di Murray, accudandolo formalmente di omicidio colposo.
L'accusa si basa sulla versione dei fatti fornita agli investigatori da Alberto Alvarez, il direttore della logistica di Michael Jackson, Le dichiarazioni rese da lui e da altri due dipendenti gettano nuova luce sulle concitate ultime ore della vita di Jackson.

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SDA-ATS