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Mladic: "non tornerò vivo, perdonatemi", ha detto a partenza

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 giugno 2011 - 13:29
(Keystone-ATS)

"Non tornerò vivo. Ma perdonatemi per tutti i problemi che vi ho procurato. Perdonatemi. Proteggete la famiglia, i nipotini, e mantenete per me il posto accanto alla tomba di Ana", la figlia suicidatasi nel 1994. Con queste parole, riferite oggi dal quotidiano Blic, Ratko Mladic si è congedato ieri pomeriggio dalla moglie Bosiljka, prima di lasciare la cella del Tribunale speciale per i crimini di guerra di Belgrado e raggiungere l'aeroporto, dove è stato imbarcato sull'aereo governativo diretto a Rotterdam.

La signora Mladic è stata poi vista uscire piangendo dal Tribunale e posizionarsi lungo la strada per la quale sarebbe passata la colonna di auto e jeepponi blindati con a bordo l'ex generale serbo-bosniaco.

Mladic prima di entrare in auto ha abbracciato a lungo e baciato la moglie, la sorella Milica venuta dalla Bosnia e la moglie del figlio Darko.

Prima di lasciare Belgrado, ieri mattina Mladic era stato condotto, su sua richiesta, sulla tomba della figlia Ana, un desiderio espresso sin dai primi momenti dopo la cattura giovedì scorso a Lazarevo (nordest della Serbia).

"Vado. Sapevo che prima o poi sarebbe andata a finire così", ha detto, come riferito dall'altro giornale Press, prima di salire la scaletta dell'aereo ai poliziotti che lo scortavano, e che lui ha salutato con una stretta di mano.

Secondo Blic, da Belgrado Mladic è partito non con la divisa da generale come, sembra, avrebbe voluto, ma in abito scuro e cravatta, lo stesso che aveva indossato al matrimonio del figlio Darko una quindicina di anni fa. Non era ammanettato in considerazione del suo stato di salute e dell'età, osserva il giornale. Per l'operazione di trasferimento di Ratko Mladic dal Tribunale speciale all'aeroporto sono stati mobilitati complessivamente 300 poliziotti.

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