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Nazionale per regole severe nella ricerca sull'essere umano

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 settembre 2011 - 18:39
(Keystone-ATS)

La ricerca sull'essere umano dev'essere regolamentata severamente. Convinto di ciò, il Consiglio nazionale ha dato prova oggi d'intransigenza sull'obbligo di chiedere il consenso anche delle persone incapaci di discernimento prima di dare avvio a esperimenti. La Camera si è invece opposta agli organi di mediazione.

Con 86 voti contro 70, la Camera del popolo non ha voluto questa innovazione introdotta dal Consiglio degli Stati. Per la maggioranza non è necessario obbligare i cantoni a designare organi di mediazione per esaminare questioni e reclami dei partecipanti a un progetto di ricerca.

Le commissioni d'etica che sorvegliano i progetti saranno rafforzate, ha sottolineato il ministro della sanità Didier Burkhalter. Una minoranza rosso-verde ha inutilmente elogiato i pregi di questi organi di mediazione che avrebbero un effetto profilattico ed eviterebbero, in numerosi casi, di ricorrere ai tribunali.

La legge prevede che le persone associate a un progetto di ricerca devono esprimere il loro consenso scritto, dopo essere state ampiamente informate. Contrariamente al Consiglio degli Stati, il Nazionale vuole che i minorenni e gli adulti incapaci di discernimento siano coinvolti il più possibile nel progetto di ricerca, dando il loro assenso. Con 98 voti contro 46, il Nazionale ha ribadito la decisione in questo senso, in barba all'UDC.

Non vi è nemmeno il motivo di impedire alle persone che fossero state lese nel corso di un progetto di ricerca di prendersela con il responsabile. Su questo punto, la Camera del popolo ha fatto retromarcia, rinunciando a stralciare la disposizione e si è allineata a quella dei cantoni.

Per il risarcimento dei danni, il Nazionale è rimasto fedele alla versione del Consiglio federale: quest'ultimo deve poter prevedere, per determinati settori della ricerca, un termine di prescrizione superiore ai tre anni.

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