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Oscar a Godard, in Israele monta la polemica, "è antisemita"

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 ottobre 2010 - 16:22
(Keystone-ATS)

TEL AVIV - "Perchè l'Academy omaggia con un Oscar un noto antisemita"? La domanda campeggia sul sito on line del quotidiano progressista israeliano 'Haaretz' - che riprende un articolo di Benjamin Ivrit su Forward.com - e riguarda il regista franco-svizzero Jean-Luc Godard, insignito ai prossimi premi di un Oscar alla carriera.
Ammirato autore della 'Nouvelle Vague', regista tra le altre di opere come 'Fino all'ultimo respiro' (1960), 'Questa è la mia vita' (1962), 'Il disprezzo' (1963), Godard è uno degli ultimi sopravvissuti dell'avanguardia francese dopo la morte nello scorso gennaio di Eric Rohmer e quella prematura, nel 1984, di Francois Truffaut.
E proprio con quest'ultimo l'amicizia si sarebbe rotta alla fine degli anni '60 - racconta il sito - proprio per l'antisemitismo di Godard. Fatto citato da due biografie sul regista: la prima, dello storico Antoine de Baecque, si intitola 'Biografià ed è uscita nel marzo scorso in Francia, mentre la seconda,'Everything is cinema' di Richard Brody è del 2008.
Entrambi i saggi raccontano una serie di fatti che rivelano l"'insana ossessione" del regista per gli ebrei: ad esempio, per tornare all'episodio di Truffaut, nel 1968 Godard in presenza dell'amico apostrofò il produttore Pierre Braunberger, tra i principali sostenitori dei cineasti della Nouvelle Vague, 'sporco ebreò. Offesa davanti alla quale - spiegano i due libri - Truffaut girò sui tacchi e se ne andò rompendo così un'antica amicizia con Godard.
Stessa attitudine nei confronti di Israele, al cui "disprezzo" - secondo le biografie - il regista francese sarebbe votato, tanto da chiamare lo stato ebraico, in un'intervista del 1991 a 'Liberation', "un cancro sulla mappa del Medio Oriente". Altro esempio è quello che riguarda il suo documentario del 1976 'Ici et Ailleurs' ('Qui e Altrove) nel quale si mettono a raffronto le vite di due famiglie, una palestinese e l'altra francese alternando immagini di Hitler e Golda Meir, come due tiranni opposti.
Sempre nello stesso documentario - riporta il sito citando la biografia di de Baecque - Godard difende anche il massacro degli atleti israeliani a alle Olimpiadi di Monaco nel 1972, proponendo che "prima di ogni finale olimpica dovrebbe essere diffusa un'immagine dei campi profughi palestinesi". L'articolo, dopo aver citato molti altri episodi, riporta anche la risposta, scritta, con cui l'Academy Awards ha replicato alle accuse di antisemitismo citate da Forward.com: "L'Academy è consapevole che Godard nel passato ha pronunciato dichiarazioni che qualcuno ha interpretato come antisemite. Siamo anche al corrente delle circostanziate contestazioni a questa accusa. L'antisemitismo è naturalmente disdicevole, ma l'Academy non ha trovato le accuse contro Godard persuasive".

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