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Pakistan: esplosione Karachi, 19 morti e centinaio di feriti

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 novembre 2010 - 21:28
(Keystone-ATS)

ISLAMABAD - I talebani sono di nuovo entrati in azione in Pakistan stasera con una potentissima esplosione, provocata da un camion-bomba, contro un ufficio della polizia nel cuore della metropoli meridionale di Karachi. L'attacco ha causato 19 morti, tra cui molti poliziotti, e circa 130 feriti.
Secondo una prima ricostruzione, l'obiettivo era la sede del Crime Investigation Department (Cid), una sezione della polizia che si occupa di antiterrorismo e che è ospitata in una palazzina nella "zona rossa" della megalopoli, dove sorgono anche la sede del primo ministro della provincia del Sindh, il consolato americano e due hotel a cinque stelle. È un'area ad alta sicurezza dove i militanti - un gruppo di cinque o sei - sono riusciti a entrare con un camion imbottito di mille chili di esplosivo. La deflagrazione ha lasciato un cratere profondo tre metri e mandato i frantumi i vetri delle case per un raggio di due chilometri.
Proprio ieri erano stati portati in una una cella del Cid, per interrogatori, cinque militanti appartenenti a sigle integraliste attive nel nord-ovest del paese e legate ad al-Qaida. Gli investigatori hanno ipotizzato che l'attacco potrebbe essere stato organizzato per liberare i prigionieri. Ma non è chiaro se l'azione sia riuscita.
Prima dell'esplosione, causata dal camion lanciato contro l'edificio, che è andato distrutto, "è avvenuto uno scontro a fuoco tra gli assalitori e le guardie di sicurezza all'ingresso, che è durato circa cinque minuti", hanno riferito i responsabili della polizia. Il particolare è stato confermato anche dalle testimonianze dei sopravvissuti.
Secondo la televisione Geo Tv, l'attentato, avvenuto dopo le 20:00 (le 16:00 in Svizzera), è stato rivendicato subito dopo dal principale movimento talebano Tehrik-e-Taleban Pakistan (Ttp).

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