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Papa: Cuba; 200mila messa Santiago, anche Raul Castro

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 marzo 2012 - 07:12
(Keystone-ATS)

Un primo bagno di folla, con le oltre 200 mila persone alla messa nella Plaza Antonio Maceo di Santiago de Cuba - cui ha voluto partecipare anche il presidente Raul Castro -, ha salutato l'arrivo di Benedetto XVI sull'isola caraibica. E dopo la prima tappa cubana a Santiago, seconda città dell'isola, il Papa vola oggi all'Avana, dove lo attendono gli incontri con i vertici della Repubblica: in primo luogo ancora lo stesso Raul Castro, che già lo ha accolto all'arrivo sul territorio cubano, e forse l'anziano e malato Fidel, che potrà replicare così la storica stretta di mano del '98 con Wojtyla.

Alla cerimonia di benvenuto all'aeroporto, dove è stato accolto con tutti gli onori, anche militari, comprese 21 salve di cannone, il Papa ha salutato i cambiamenti in corso a Cuba, che "sta guardando già al domani e per questo si sforza di rinnovare e ampliare i suoi orizzonti". In tale contesto, ha offerto la collaborazione della Chiesa, che vuole "servire meglio tutti i cubani". Ha chiesto però ulteriori passi avanti nel rapporto Stato-Chiesa, "specialmente per quanto si riferisce al contributo imprescindibile che la religione è chiamata a a svolgere nell'ambito pubblico della società".

Ratzinger, che sul volo che lo portava in America Latina non aveva mancata di tacciare il marxismo come "un'ideologia che non risponde più alla realtà", ha detto di "portare nel cuore" le "preoccupazioni", le "aspirazioni", gli "aneliti" di tutti i cubani, tra cui anche "i detenuti e i loro familiari", con implicito riferimento a chi è in carcere per motivi politici. Frase significativa in un momento in cui esplode la questione dissidenti, dopo la denuncia di un'ondata di arresti "preventivi" operati dal regime e quella di un "coprifuoco" delle autorità cubane contro gli attivisti dei diritti umani, proprio in occasione della visita del Papa.

Raul Castro ha colto l'occasione dell'arrivo di Benedetto XVI per sottolineare gli "stretti rapporti" del paese con la Chiesa cattolica, e nel contempo criticando duramente la politica americana verso L'Avana. La nazione più potente che abbia "mai conosciuto la storia, ha cercato senza riuscirci di toglierci la libertà. Il popolo cubano ha opposto resistenza", ha sottolineato Castro.

"Il cerchio nei confronti di Cuba è sempre in piedi, soprattutto nei confronti dei settori dell'economia e della finanza", ha aggiunto, ricordando l'embargo imposto più di 50 anni fa da Washington, accusata di "calunniare" Cuba. Gli Usa hanno voluto "arrecare fame e disperazione" al popolo cubano, ha proseguito il presidente. In questi anni, ha concluso Castro, Cuba è riuscita a cambiare "ciò che doveva essere cambiato, sulle basi delle aspirazioni del popolo", che ha partecipato "liberamente alle decisioni fondamentali della nostra società".

Castro ha voluto essere presente, insieme a oltre 200 mila persone, alla messa nella Plaza Antonio Maceo di Santiago de Cuba, che Benedetto XVI ha celebrato per il 400/o anniversario del ritrovamento della statuetta della Virgen de la Caridad del Cobre, patrona dell'isola, il cui santuario visiterà prima di partire per l'Avana. Al termine il presidente è saluto sul palco per stringere calorosamente le mani al Papa.

"Quando Dio è estromesso, il mondo si trasforma in un luogo inospitale per l'uomo", ha ammonito nell'omelia Ratzinger, che commentando la scelta di obbedienza di Maria all'Annunciazione ha definito "commovente vedere come Dio non solo rispetta la libertà umana, ma sembra averne bisogno". "L'obbedienza nella fede è la vera libertà - ha detto -, l'autentica redenzione".

Ricordando poi che "Dio ha affidato alla famiglia fondata sul matrimonio l'altissima missione di essere cellula fondamentale della società e vera Chiesa domestica", Benedetto XVI si è rivolto agli sposi per dire loro: "Cuba necessita della testimonianza della vostra fedeltà, della vostra unità, della vostra capacità di accogliere la vita umana, specialmente la più indifesa e bisognosa".

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