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Parmalat: en plein opa Lactalis, è francese all'83%

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 luglio 2011 - 21:01
(Keystone-ATS)

Lactalis si porta a casa il latte Parmalat. La tanto osteggiata Opa si chiude con un risultato a sorpresa che sancisce la conquista francese della multinazionale di Collecchio con l'83,3% del capitale e per la modica cifra di 3,75 miliardi di euro che comprende anche quel miliardo e trecento milioni necessari per l'acquisto iniziale del 28,9 per cento del gruppo. E con questo pacchetto azionario la famiglia Besnier si assicura una presa di controllo su Parmalat che neanche Calisto Tanzi aveva avuto ai suoi tempi.

Nell'ultimo giorno dell'offerta le adesioni sono piovute dal cielo al punto che l'operazione è terminata con oltre 944,36 milioni di azioni consegnate, pari al 54,33% del capitale. Alle banche finanziatrici dei Besnier verrà presentato quindi un conto da 2,45 miliardi di euro da liquidare venerdì prossimo. Ma per farlo, Lactalis dovrà prima incassare i via libera degli Antitrust competenti (tra questi quello australiano, mentre l'Ue ha già detto sì). Le condizioni devono verificarsi entro lunedì prossimo.

Nel frattempo a commentare il risultato dell'Opa è stato il patron del gruppo, Emmanuel Besnier, che finora aveva lanciato soltanto una volta un messaggio a mezzo stampa: "È una tappa importante per il nostro gruppo, che ci consente una crescita di quasi il 50% delle nostre attività", ha detto il numero uno. Lactalis, ha assicurato, "lavorerà, insieme al management di Parmalat, all'ulteriore sviluppo" di Collecchio e "nel rispetto della sua struttura e delle relazioni con gli allevatori di tutte le regioni italiane".

Dall'integrazione nascerà infatti un colosso da 15 miliardi di euro fatturato, leader nel mercato del latte e più forte in termini di ricavi delle concorrenti del calibro di Nestlé (10,1 mld escluso gelati e nutrizione) e Danone (9,7 mld escluso nutrizione). Il tutto con oltre 52 mila dipendenti, 198 stabilimenti produttivi, una presenza commerciale in 55 Paesi e una storia che trova le sue radici negli anni '30 a Laval dove all'epoca il fondatore Andrè Besnier produceva il camembert nei caseificio.

Intanto, proprio oggi uno dei neo-eletti consiglieri della Parmalat "made in France", Olivier Savary, entrato nel board in occasione dell'assemblea degli azionisti, ha rassegnato le dimissioni per fare posto, con molta probabilità, al nuovo amministratore delegato che potrebbe essere nominato in occasione del consiglio di amministrazione di martedì prossimo. Sul nome del successore di Enrico Bondi si mantiene alto il riserbo, mentre alcune fonti assicurano che non sarà Antonio Sala, attuale numero uno del gruppo francese in Italia.

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