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BERNA - Il PLR, intervenendo nella polemica scatenata dalla dichiarazioni del presidente del Consiglio centrale islamico svizzero, ha presentato oggi la sua ricetta contro l'estremismo islamico: rafforzare la sorveglianza, migliorare l'integrazione e promuovere l'uso delle lingue nazionali.
Le dichiarazioni di Nicolas Blancho sulla lapidazione sono un attacco frontale ai valori fondamentali della Costituzione, ha dichiarato il consigliere nazionale Philipp Müller (PLR/AG) alla stampa. Poco importa quale sia il numero degli estermisti islamici, bisogna agire prima che questo diventi un problema grave, ha aggiunto il collega Christian Lüscher.
Per prevenire bisogna però prima osservare. Per questo il PLR chiede al Consiglio federale di preparare, prima dell'estate, un progetto che permetta "investigazioni speciali": sorveglianza delle comunicazioni, osservazioni in luoghi privati, perquisizioni di sistemi informatici. Un anno fa il Parlamento aveva respinto un progetto del governo, temendo di favorire uno Stato ficcanaso. Da allora, Ueli Maurer temporeggia, ha detto il consigliere nazionale ginevrino chidendosi quale interesse ha il consigliere federale a vedere svilupparsi l'estremismo islamico in Svizzera. Il ministro della difesa prevede di presentare un primo progetto in autunno e un secondo entro la fine del 2013.
Per il PLR bisogna obbligare i predicatori a utilizzare le lingue nazionali e prevedere traduzioni dei testi religiosi. Gli imam dovrebbero quindi seguire corsi di lingua e di integrazione e non è esclusa una formazione completa per i predicatori in Svizzera. Il partito chiede l'accesso agli edifici di culto e il divieto di predicare sul suolo elvetico per gli imam estremisti venuti dall'estero.
I liberali radicali hanno ricordato il loro progetto di legge sull'integrazione e vantato i meriti del controprogetto diretto all'iniziativa UDC sul rimpatrio dei criminali stranieri.

SDA-ATS