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Portogallo: la stangata imposta a Lisbona da Ue e Fmi

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 maggio 2011 - 18:26
(Keystone-ATS)

Congelamento di salari e pensioni, tagli al pubblico impiego, agli investimenti nelle grandi opere, alla spesa per sanità e educazione, accelerazione delle privatizzazioni, aumento delle imposte, ricapitalizzazione delle banche, riduzione dei sussidi disoccupazione, riforma del mercato del lavoro.

Queste alcune delle principali misure dell'accordo sottoscritto dal Portogallo con Ue e Fmi in cambio del salvataggio da 78 miliardi di euro.

Il memorandum d'intesa fra la "troika" Commissione europea-Bce-Fmi e il governo del premier dimissionario José Socrates non è stato ancora reso pubblico ufficialmente, ma la bozza è uscita sui siti dei giornali portoghesi. L'obiettivo è di riportare il deficit portoghese al 3% (5,224 miliardi) nel 2013, passando dal 4,5% (7,645 miliardi) nel 2012 e dal 5,9% (10,068 miliardi) già quest'anno.

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