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Prestigioso riconoscimento dalla Cina allo svizzero Marco Mueller

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2010 - 15:21
(Keystone-ATS)

ROMA - È stato attribuito al direttore del Settore Cinema della Biennale di Venezia, lo svizzero Marco Mueller, il prestigioso premio per il contributo all'amicizia, che gli sarà conferito dal primo ministro cinese Wen Jiabao, con una cerimonia privata a Roma, giovedì prossimo, in occasione dell'apertura dell'Anno della Cultura Cinese in Italia.
Il presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, si è congratulato vivamente con Marco Mueller per questo nuovo riconoscimento internazionale, che va ad aggiungersi a quelli più recenti, al Premio della Fondazione del Centenario (Svizzera, dicembre 2007), al Premio per le Arti e le Lettere della Japan Foundation (Giappone, ottobre 2008) e all'Orden Druzhby (Federazione Russa, giugno 2010).
"La vitalità del cinema cinese non è più da dimostrare - ha detto Mueller -. Anche allo spettatore occasionale, incappato per caso nei rimbalzi finali del grande cinema di arti marziali, le ragioni risultano evidenti: un senso plastico sempre rinnovato, chiavi stilistiche mantenute personali, ricerche estetiche mai sopite. Sono stati e sono ancora molti, oggi, in Cina, i registi in grado di riprendere una tradizione per rinnovarla".
"Abbiamo avuto, in Italia, una posizione privilegiata per conoscere la Cina attraverso i suoi film - aggiunge Mueller -. Dagli scritti pioneristici di Ugo Casiraghi alle grandi monografie retrospettive, quasi mezzo secolo di lavoro ci ha permesso di disfare la trama del cinema cinese dei nostri sogni - estetico-esotici per alcuni, rivoluzionari per altri -, per sostituirvi, primi in Occidente, la scoperta dei classici, l'accesso in presa diretta agli autori. Questa volontà di ricerca e informazione è stata condivisa dalle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, dal Far East Film Festival di Udine e, ovviamente, dalla Mostra del Cinema di Venezia".
-"Sistematico è stato, infatti, negli ultimi trent'anni - spiega Mueller - il lavoro della Mostra, che ha regalato ai cineasti cinesi visibilità senza precedenti e conseguente penetrazione nel mercato internazionale. Anche grazie ai numerosi Leoni e premi vinti: da Zhang Yimou, Ang Lee, Jia Zhangke, Hou Xiaoxian, Cai Mingliang, Zhang Yuan, Liu Jie e Jiang Wen". Alle celebrazioni del centenario del cinema cinese (Beijing 2005), al tavolo della presidenza sedevano, accanto alle autorità delegate dal governo cinese, i rappresentanti dei cineasti del cinema della Cina continentale, di Hong Kong e di Taiwan e Mueller, in rappresentanza del cinema cinese nel mondo.
Mueller è stato, infatti, il primo e maggior "diffusore" in Occidente del cinema cinese. A partire da "Ombre elettriche", prima grande retrospettiva del cinema cinese in Occidente organizzata nel 1982 a Torino, Milano e Roma, il suo impegno per la scoperta, la conoscenza e l'informazione è proseguito attraverso le monografie della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, tra il 1983 e il 1988 e quelle che ha allestito ai Festival di Rotterdam e Locarno, fino alla "Storia segreta del cinema cinese" presentata nel 2005 a Venezia e forte di undici film degli anni Trenta e Quaranta restaurati per l'occasione.
Nel 2008, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, ha infine curato un ampio panorama del cinema indipendente e del cinema d'arte della Cina. Dal 1980 al 1994 Mueller ha collaborato in varie forme alle selezioni della Mostra di Venezia, in particolare per i film cinesi ed asiatici: è stato dunque il consulente che ha suscitato i primi Leoni d'Oro cinesi, quelli di Zhang Yimou, Hou Xiaoxian e Cai Mingliang. In qualità di direttore dei festival di Rotterdam, Locarno, e ora infine della Mostra, non ha mai smesso di creare visibilità per autori ed artisti e di inseguire il nuovo che si andava manifestando.
Ha scritto i capitoli monografici sul cinema cinese per alcune delle principali storie del cinema pubblicate negli anni '80 in Italia, nei Paesi Bassi e in Spagna. I principali volumi monografici che ha curato sull'argomento sono: "Ombre elettriche" (Electa, 1982), "Il manifesto cinematografico cinese" (Electa, 1982), "Taiwan: Nuove ombre elettriche" (Marsilio, 1985), "Cento anni di cinema cinese" (Gangemi, 2005), "Ombre Elettriche. Storia Segreta del Cinema Cinese" (Electa, 2005).
Negli anni '80 e nei primi anni '90, molti suoi articoli e saggi sul cinema cinese sono apparsi su quotidiani, settimanali e riviste in Italia, Francia, Paesi Bassi, Svizzera e Spagna. Tra il 1991 e il 2005, ha cofinanziato e coprodotto prima, e infine prodotto alcuni importanti film indipendenti cinesi.

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