Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

BRUXELLES - La guerra tra le comunità linguistiche in Belgio produce l'ultimo strappo, avvicinando il Paese a possibili nuove elezioni politiche anticipate, proprio nel mese in cui si appresta a prendere il testimone dalla Spagna per il semestre di presidenza di turno dell'Unione europea.
Dopo un fine settimana di tentativi di ricomposizione dei fragili equilibri tra i partiti fiamminghi e quelli francofoni, il re Alberto II in serata non ha potuto far altro che accettare le dimissioni del secondo governo guidato dal cristiano-democratico Yves Leterme. E' ancora presto per dire se si potrà trovare una nuova maggioranza in Parlamento, ma già alcuni commentatori politici indicano le possibili date delle elezioni, il 6 o 13 giugno.
Ad avvelenare la vita del governo federale belga, con un contrasto già cominciato subito dopo le ultime elezioni del 10 giugno di tre anni fa, è il futuro di una circoscrizione elettorale alla periferia di Bruxelles, quella di Bruxelles-Hal-Vilvorde, già in territorio fiammingo ma a forte presenza di francofoni.
I fiamminghi, che sono la maggioranza in Belgio, puntano ad una scissione, limitando le concessioni ai francofoni soprattutto per impedire loro di avere la possibilità di votare in quella circoscrizione per formazioni politiche fiamminghe e francofone.
In Belgio i partiti sono regionali e nel governo convivono sia formazioni espressione della regione Vallonia di lingua francese, sia di quella delle Fiandre di lingua fiamminga.
A provocare la caduta del governo, questa volta, è stata la decisione dei liberali fiamminghi (Open Vld) che, il 22 aprile scorso hanno lasciato l'esecutivo e hanno imposto un voto alla Camera sul futuro della circoscrizione entro il prossimo giovedì.
Ma c'è anche chi sostiene che il vice primo ministro uscente, il liberale francofono Didier Renders, scelto come "riconciliatore", non avrebbe compiuto passi avanti significativi nelle ultime ore, preferendo alla sopravvivenza del governo il mantenimento delle alleanze nella federazione dei francofoni.
Resta il fatto che il Belgio, da anni sull'orlo della scissione, in una situazione aggravata dalla crisi economica che ha colpito non solo la regione Vallonia tradizionalmente più povera, ma anche le grandi fabbriche delle Fiandre, come la Opel di Anversa, si ritrova per l'ennesima volta nel mezzo di una crisi politica.

SDA-ATS