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GINEVRA - La crisi economica non ha risparmiato il settore del lusso: il gruppo ginevrino Richemont, noto fra l'altro per marchi quali Cartier, IWC e Dunhill, ha realizzato nell'esercizio 2009/2010 (chiusosi a fine marzo) un fatturato di 5,2 miliardi di euro (7,4 miliardi di franchi), il 4% in meno dei dodici mesi precedenti. L'utile netto è sceso del 18% a 603 milioni di euro, mentre il risultato operativo Ebit si è contratto del 14% a 830 milioni, ha comunicato oggi la società.
Le vendite hanno sofferto soprattutto nel primo semestre, mentre nel secondo la domanda è ripresa. Per il futuro il gruppo si dice ottimista: la società ha superato bene la crisi economica, ha reagito rapidamente alle nuove situazioni sul mercato e beneficia di condizioni finanziarie molto solide. L'esercizio 2010/2011 è iniziato con un aprile che ha visto il fatturato aumentare di quasi un quarto: va comunque tenuto presente il dato debole di un anno prima.
Nei prossimi due anni Richemont vuole acquistare fino a 10 milioni di azioni proprie, pari all'1,7% del capitale azionario e all'1% dei diritti di voto. I titoli saranno usati per i piani del gruppo relativi alle opzioni. Il dividendo dovrebbe essere aumentato da 0,30 a 0,35 franchi per azione.

SDA-ATS