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L'ex presidente statunitense George W. Bush non si recherà sabato prossimo in visita a Ginevra. L'organizzazione caritativa ebraica che lo aveva invitato ha deciso di rinunciare alla sua venuta, temendo disordini simili a quelli verificatisi in occasione del G8 tenutosi ad Evian nel 2003.

"Non si può giocare con la sicurezza delle persone e delle cose a Ginevra", spiega Robert Equey, avvocato dell'organizzazione ebraica Keren Hayessod, in un'intervista pubblicata oggi dalla "Tribune de Genève".

Nei giorni scorsi, parecchie voci si erano levate affinché la Svizzera agisse contro l'ex presidente statunitense, che avrebbe dovuto partecipare sabato prossimo alla cena di gala annuale di Keren Hayessod. L'Organizzazione mondiale contro la tortura, il consigliere nazionale Dominique Baettig (UDC/JU), l'UDC e un collettivo ginevrino di sinistra avevano in particolare chiesto che George W. Bush fosse arrestato per crimini di guerra e contro l'umanità.

Berna aveva tuttavia affermato ieri di considerare "irrealistico" l'arresto di Bush. I capi di Stato continuano a beneficiare dell'immunità conferita dalla loro carica, anche dopo aver concluso il mandato, aveva spiegato Folco Galli, portavoce dell'Ufficio federale di giustizia (UFG).

Secondo Equey non sarebbero però le denunce ad aver influito sulla decisione di rinunciare alla visita. Nell'intervista, l'avvocato parla inoltre di attacchi disonesti e spiega che l'organizzazione non aveva invitato Bush "in uno spirito di provocazione".

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SDA-ATS