Navigation

Rom: tregua Bruxelles-Parigi, per ora niente procedura

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 ottobre 2010 - 19:53
(Keystone-ATS)

STRASBURGO - Non ci sarà procedura d'infrazione contro la Francia per le espulsioni forzate dei Rom. Trentacinque giorni dopo aver accostato la politica di Sarkozy alle deportazioni della seconda guerra mondiale, Viviane Reding sancisce la tregua tra Bruxelles e Parigi.
"La Francia ha fatto quello che le aveva chiesto la Commissione europea", scrive oggi la vicepresidente nonché commissaria incaricata di Giustizia, Diritti fondamentali e Cittadinanza. Il suo comunicato arriva proprio mentre il segretario generale dell'Onu striglia l'Europa per le sue tentazioni xenofobe.
Davanti al Consiglio d'Europa Ban Ki Moon denuncia che "in alcune delle democrazie più avanzate, tra le nazioni che sono giustamente orgogliose della loro lunga storia di progressi sociali agli immigrati vengono negati i diritti umani fondamentali". E dal podio dell'Europarlamento ammonisce: "Una tendenza si sta delineando: alcuni giocano con le paure della gente e accusano i migranti di violare i valori europei. Ma troppo spesso sono gli accusatori a sovvertire questi valori. I capitoli più osceni dell'Europa sono stati scritti usando questo linguaggio".
Sulla questione dei Rom i socialdemocratici europei non accettano che sia scritta la parola fine e chiedono che la Commissione vada avanti con la procedura per discriminazione etnica. "I metodi usati per le recenti espulsioni, la circolare interna sul giro di vite contro i Rom e la scoperta di una schedatura etnica - insiste la socialista francese Sylvie Guillaume - provano che la discriminazione c'è stata".
La veemente denuncia fatta dalla Reding il 14 settembre scorso aveva fatto scattare lo scontro diretto col presidente Sarkozy. Il caso diplomatico è però lentamente rientrato. Che sarebbe caduta la procedura d'infrazione per politiche discriminatorie, bruciante per la Francia patria dei diritti dell'uomo, era stato chiaro già il 29 settembre quando il Collegio dei commissari scelse di concentrarsi solo sul fronte del mancato recepimento della direttiva comunitaria sulla libertà di circolazione.
Per la Commissione il caso si è chiuso venerdì scorso quando - nell'ultimo giorno disponibile - il governo francese, secondo quanto scrive oggi la Reding, ha presentato i documenti richiesti. In pratica, la promessa di adeguare la sua legge. "Tali documenti - scrive Reding - comprendono un progetto di misure legislative ed un calendario credibile, fino all'inizio del 2011, per introdurre nella legislazione francese le garanzie procedurali richieste dalla direttiva Ue sulla libertà di circolazione". Ciò basta per rallegrare Bruxelles: "Questo mostra il buon funzionamento della Ue in quanto comunità di diritto".
Nel merito dell'integrazione dei Rom, di come e se spendere i circa 17 miliardi di euro di fondi europei, si occuperà un'altra delle Task Force della Commissione. Risultati da presentare dopo l'inverno, nell'aprile 2011. Se la questione sarà ancora nell'agenda della politica europea se lo chiede anche la Reding: "Sta ora ai legislatori nazionali dimostrare che l'impegno per questa minoranza europea non ci resti solo per qualche giorno".

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?