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Salari 2010: aumento malgrado la crisi, ma non per tutti

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 dicembre 2009 - 11:11
(Keystone-ATS)

ZURIGO - Le retribuzioni aumenteranno nel 2010 malgrado la crisi, ma non per tutti. In ogni caso, in genere la busta paga non sarà molto più pesante. Più un ramo d'attività è colpito dalla crisi, minore è la probabilità di stipendi in crescita.
La Migros verserà alla maggior parte dei suoi 60'000 dipendenti tra lo 0,5 e l'1% in più. La concorrente Coop ha fatto sapere che incrementerà la massa salariale dello 0,75% e che saranno principalmente le persone con bassi salari a ricevere miglioramenti. Chi guadagna oltre 6000 franchi al mese uscirà a mani vuote.
Come altri datori di lavoro, la Coop ha motivato il ritocco delle retribuzioni con la drastica crescita dei premi delle casse malattia nel 2010. Rafforzando il potere d'acquisto del proprio personale, i due giganti della distribuzione hanno voluto - secondo quanto hanno affermato - inviare un segnale all'economia.
I 36'000 dipendenti della Confederazione dovrebbero beneficiare di un aumento dello 0,6%, una percentuale in linea con il rincaro predetto per fine 2010. Swisscom ha respinto la richiesta di aumenti generalizzati degli stipendi: atteggiamento non accettato dai sindacati, che hanno deciso di rivolgersi al tribunale arbitrale.
Aumenti in vista per gli effettivi del settore finanziario. L'UBS accrescerà dell'1,2% dal primo marzo la massa salariale per gli impiegati fino al livello di quadro medio. Per il Credit Suisse l'incremento sarà dell'1%, ma già da inizio anno.
L'industria farmaceutica, che resiste bene alla crisi, può mostrarsi un po' più generosa. La Roche ha annunciato un aumento della massa delle retribuzioni dell'1,3%, la Novartis dell'1,5%. Il ritocco entrerà in vigore per entrambe il primo aprile.
Nell'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica, fortemente penalizzata dalla recessione, i sindacati Unia e Syna rivendicano un aumento del 2%. L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), tenuto conto della crisi raccomanda di rinunciare ad aumenti salariali.
Secondo il sindacato Comedia, nel ramo dei mass media nel migliore dei casi non vi saranno incrementi.

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