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BERNA - Il consigliere nazionale vallesano dell'UDC Oskar Freysinger critica il "piano di studi" del suo partito. Più dialetto, meno lingue straniere e ritorno al corsivo a scuola sono rivendicazioni che non sono al passo con la realtà, afferma il docente liceale in una intervista pubblicata oggi dal "Tages-Anzeiger" e dal "Bund".
Lo scorso 2 novembre, l'Unione democratica di centro aveva presentato un suo documento sulla scuola in opposizione al cosiddetto "Piano di studi 21" (Lehrplan 21) elaborato dalla Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione per la Svizzera tedesca.
Secondo l'UDC, l'insegnamento del francese e dell'inglese dovrebbero essere obbligatori solo al livello preliceale della scuola media. "Una vera e propria pietra d'inciampo", commenta Freysinger, secondo il quale "è provato che l'apprendimento delle lingue straniere è più facile per i bambini piccoli".
Il consigliere nazionale, figlio di un tirolese e di una vallesana, si dice anche "del tutto" contrario alla promozione mirata del dialetto nella scuola elementare, preconizzata dall'UDC: "nella scuola elementare - afferma - i bambini dovrebbero imparare coerentemente l'Hochdeutsch".

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SDA-ATS