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BERNA - Pur subendo una netta contrazione, l'immigrazione in Svizzera si è mantenuta ad un livello relativamente alto nel 2009. Essa ha tuttavia avuto effetti stabilizzatori sulla congiuntura. È quanto ha affermato oggi la SECO (Segreteria di stato dell'economia) presentando nuovi studi sugli effetti della libera circolazione delle persone con l'Unione europea.
L'anno scorso il saldo migratorio della popolazione residente, permanente e non permanente, straniera è calato di un quarto rispetto all'anno precedente e quello dei cittadini dell'UE/AELS persino di un terzo. Con un saldo di 68'000 persone, l'immigrazione netta è tuttavia rimasta relativamente alta rispetto a fasi recessive precedenti, è stato precisato nel corso di una conferenza stampa a Berna.
Se all'inizio della crisi economica l'immigrazione potrebbe aver accelerato leggermente l'aumento della disoccupazione, al tempo stesso però ha avuto un effetto stabilizzatore nei consumi e sugli investimenti nel settore delle costruzioni. Rispetto ad altri paesi industrializzati, la recessione e il calo dell'occupazione in Svizzera sono stati moderati anche proprio grazie all'immigrazione, rileva la SECO.
Fino alla fine del 2009, la disoccupazione è avanzata rapidamente e l'incremento ha colpito in particolare le persone immigrate da poco. Sul piano salariale, finora non sono stati rilevati effetti negativi riconducibili all'immigrazione sulle classi di reddito basso. Si è invece leggermente indebolita la crescita salariale per i lavoratori maggiormente qualificati, segmento che ha registrato l'immigrazione più elevata.

SDA-ATS