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Siria: Amnesty, crimini contro umanità in repressione proteste

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 luglio 2011 - 07:16
(Keystone-ATS)

L'organizzazione per la difesa dei diritti umani Amnesty International ha accusato il regime del presidente siriano Bashar al Assad di aver commesso "crimini contro l'umanità" nella repressione delle proteste nella città occidentale di Tall Kalakh, e ha chiesto un'inchiesta sotto l'egida delle Nazioni Unite sulle violenze.

Lo riferisce la Bbc on line, aggiungendo che Amnesty ha documentato diversi casi di tortura e di persone morte in prigionia, oltre che detenzioni arbitrarie nella cittadina vicino al confine con il Libano, investita dall'esercito lo scorso maggio.

Il Consiglio di sicurezza dell'Onu, afferma l'organizzazione basata a Londra, deve deferire la situazione in Siria al procuratore della Corte penale internazionale (Cpi) dell'Aja, in modo che si possano avviare procedimenti legali.

Intato si è appresto da attivisti che le forze fedeli al presidente siriano Bashar al Assad hanno ucciso ieri 14 persone a Hama, mentre gli Stati Uniti hanno chiesto il ritiro delle truppe e la Francia ha sollecitato le Nazioni Unite ad adottare una posizione risoluta nei confronti di "una feroce repressione armata".

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