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"Siamo stati vittime di un grande complotto non solo esterno, ma anche interno, ma non tutti coloro che sono scesi nelle strade ne sono parte". Lo ha affermato oggi il presidente Bashar al-Assad nel suo intervento in Parlamento, sottolineando che la Siria non è isolata a livello interarabo.

A Daraa "ho dato chiare disposizioni per non ferire alcun cittadino", ha aggiunto Assad. "Lo Stato deve rispondere e ascoltare i diritti dei cittadini e essere felice che i cittadini stessi esprimano la necessità del rispetto dei propri diritti", ha aggiunto il presidente siriano in Parlamento. È un momento eccezionalmente difficile, ma ce la faremo, mi dispiace per le vittime, ha aggiunto. Tuttavia Assad ha ammonito che "se ci sarà imposto di scendere in battaglia, la battaglia sarà la benvenuta".

"Ci accusano di promettere riforme ma non realizzarle, ma siamo stati costretti a cambiare la priorità delle nostre scelte a causa delle ripetute crisi regionali e a causa di quattro anni di siccità. La stabilità della Siria è diventata la priorità della nostra agenda", ha sostenuto Assad. Tuttavia è "allo studio un piano anti-corruzione", mentre "un'ora fa abbiamo aumentato gli stipendi dei dipendenti pubblici, "ed è già pronta una bozza sui partiti", ha indicato il presidente.

Assad ha concluso il suo discorso durato circa 45 minuti di fronte ai deputati del parlamento e in diretta tv senza annunciare l'attesa abrogazione della legge d'emergenza, in vigore da 48 anni.

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SDA-ATS