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Per il quinto giorno consecutivo il sud della Siria è scosso da proteste anti-regime senza precedenti, mentre sale a sei il bilancio dei morti da venerdì scorso: l'ultima vittima è un bambino di udici anni, soffocato dai gas lacrimogeni sparati dalle forze di sicurezza di Damasco, giunte in gran numero dalla capitale assieme a reparti dell'esercito.

I mezzi di informazione di regime hanno oggi raccontato la stessa versione dei fatti: "infiltrati", "provocatori", "vandali", "stranieri" sono la causa degli "incidenti" avvenuti a Daraa, città 120 km a sud di Damasco ed epicentro delle proteste.

Nella homepage del gruppo Facebook dedicato alla "Rivoluzione siriana" e seguito da quasi 70.000 utenti, tra i numerosi video amatoriali pubblicati dai cittadini di Daraa e dai villaggi circostanti, risalta quello che mostra una folla di centinaia di giovani dimostranti scandire "Hurriya! Hurriya!" (Libertà! libertà!) nella piazza della moschea al Omari, mentre si odono ripetuti boati di spari di armi automatiche.

Nella sala della centrale moschea sarebbe morto ieri Mundhir al Musalima, 11 anni, soffocato dai gas lacrimogeni sparati dagli agenti siriani. E gli imam di Daraa e delle altre località - Nawa, Jassem, Inkhil - della regione agricola dello Hawran, oggi hanno invitato tutti i cittadini a recarsi attorno alla moschea per proteggere il sit-in anti-regime dal temuto assalto delle forze di sicurezza.

Testimoni oculari affermano che una catena umana di giovani è stata formata oggi pomeriggio per impedire ai poliziotti e ai militari di disperdere il sit-in, ormai diventato il simbolo di una protesta, che timidamente si allarga anche in altre città della Siria.

A Raqqa, nell'estremo nord, alcuni residenti lavoratori appena rientrati a Beirut, riferiscono di numerose scritte apparse da giorni sui muri della città contro il presidente Bashar al Assad - al potere da undici anni dopo aver ereditato la carica dal padre Hafez - e oggi invitato dal premier turco Tayyep Erdogan ad avviare "riforme democratiche".

Sui social network si diffondono notizie, confermate dai video amatoriali, di mini cortei di poche decine di persone a Damasco, Qamishli nel nord-est, e Homs. In quest'ultima città, 180 km a nord della capitale, secondo le organizzazioni locali per la difesa dei diritti umani, è stato arrestato oggi un poeta e scrittore dissidente, mentre è finito dietro le sbarre anche un altro attivista di spicco della mobilitazione di Daraa, ammanettato nella sua casa a Sehnaya, sobborgo di Damasco.

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SDA-ATS