Navigation

Siria: TV e attivisti, proteste in quasi tutte le città

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 giugno 2011 - 13:52
(Keystone-ATS)

Proteste anti-regime sono in corso in quasi tutte le località della Siria, al termine della preghiera comunitaria musulmana del venerdì. In alcune zone le forze di sicurezza avrebbero aperto il fuoco contro i manifestanti.

Lo riferiscono gli attivisti Fadel Hussein e Malath Aumran (pseudonimo) che trasmettono su Twitter, così come il sito di monitoraggio Rassd e la tv panaraba al Jazira.

Secondo il sito di monitoraggio Rassd, un numero imprecisato di manifestanti sarebbe rimasto ferito dal fuoco sparato dalle forze di sicurezza siriane per disperdere cortei anti-regime nella capitale e in altre località del Paese.

L'emittente del Qatar mostra inediti immagini "in diretta" da Daraa (sud) e da Hama (centro), teatro secondo le fonti di rispettivi cortei con "migliaia di persone". Al Jazira precisa che le immagini "in diretta" provengono da una webcam collegata a Internet.

Secondo i testimoni oculari citati dagli attivisti e da Rassd, a Homs, terza città del Paese, circa 2000 persone stanno marciando verso il centro cittadino per riunirsi nella piazza Firdaws (Paradiso).

Ad Aleppo, "settecento" studenti dell'università hanno inscenato proteste all'interno della residenza universitaria che è "totalmente circondata dalle forze di sicurezza".

Molta gente in piazza anche a Daraya, sobborgo di Damasco e nel quartiere centrale di Midan, dove sempre secondo le stesse fonti gli agenti hanno aperto il fuoco sui fedeli-dimostranti.

Così come a Banias, nel nord-ovest, teatro da aprile di violente repressioni.

Una manifestazione per "la libertà" è in corso anche a Latakia, sempre nel nord-ovest della Siria.

Le fonti parlano di circa 3000 persone in piazza a Qamishli, nell'estremo nord-est siriano dominato dai curdi e al confine con Turchia e Iraq, per chiedere "la caduta del regime" di Damasco. Ai manifestanti curdi si soni uniti anche membri di due tribù arabe dei Taym e degli Shamr.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?