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Somalia: uccisa francese rapita in Kenia

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 ottobre 2011 - 20:35
(Keystone-ATS)

La francese Marie Dedieu, rapita in Kenia lo scorso primo di ottobre e tenuta in ostaggio in Somalia dai fondamentalisti islamici, è morta a causa della barbarie dei suoi rapitori. La donna, di 66 anni, era malata di cancro e paraplegica.

Lo ha reso noto oggi a Parigi il ministero degli esteri, precisando che l'informazione è stata notificata dagli intermediari nelle trattative con i rapitori. La donna era in stato di salute precario, e, spiega il ministero, "il fatto che probabilmente i rapitori si sono rifiutati di consegnarle le medicine che avevamo inviato, ci conduce a credere che il tragico scenario sia verosimile".

"Voglio esprimere la nostra indignazione rispetto a quest'atto di crudeltà e barbarie che dovrà essere punito in modo esemplare", ha detto il premier francese, Francois Fillon, esprimendo il rammarico di tutto il governo per la morte della Dedieu, una femminista in pensione che da 15 anni si era trasferita nell'isola kenyota di Manda, vicino Lamu. Poco prima, il Quai d'Orsay, aveva annunciato che "i contatti attraverso i quali il governo francese cercava di ottenere la liberazione della Dedieu (...) ci hanno annunciato la sua morte senza lasciarci la possibilità di accertarne data e circostanze".

La donna era malata di cancro. "Era in fase terminale e senza medicine non avrebbe potuto reggere più di 2 o 3 giorni", ha riferito una fonte diplomatica a Parigi. "È morta perché non aveva le medicine", ha aggiunto, precisando che la Francia ha cercato per tre volte di fargliele giungere. Inoltre, dopo un grave incidente di auto, la francese si spostava in sedia a rotelle, che i rapitori non le avevano fornito.

"Sono molto triste. Speravo che tornasse ma sapevo che sarebbe finita così (...) era malata, soffriva sempre e da tanto tempo", ha detto il suo compagno John.

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