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MADRID - È iniziato oggi a Malaga (Andalusia) il processo per il 'caso Malayà, l'operazione contro la più estesa rete di corruzione municipale mai scoperta in Spagna, che vede 95 persone imputate per vari reati legati all'arricchimento personale a scapito del comune di Marbella: lo riferisce la stampa iberica.
Si tratta del "più importante maxiprocesso di tutta la storia giudiziaria spagnola", ha sottolineato il presidente del tribunale Josè Godino, che giudicherà gli imputati cinque anni dopo l'inizio dell'operazione che portò, tra le altre cose, al primo scioglimento di un comune della storia di Spagna.
Tra gli imputati tre ex sindaci del noto comune andaluso, oltre a vari consiglieri municipali e l'ex assessore all'urbanistica Juan Antonio Roca, considerato il cervello della rete di corruzione che concedeva permessi di costruzione a aziende amiche che poi ripagavano lautamente i favori ricevuti.
I 95 imputati dovranno rispondere di reati di riciclaggio, prevaricazione, malversazione, frode e corruzione. Il processo potrebbe durare anche un anno vista la complessità del caso, contenuto in un sommario di 200 mila pagine, raccolte in 196 tomi.
L'operazione anti-corruzione iniziò nel 2005 quando la polizia scoprì che il 'saccheggiò di Marbella aveva drenato circa 2,4 miliardi di euro dalle casse pubbliche lasciando il comune con debiti di oltre 500 milioni. Dei 95 imputati solo Roca si trova oggi in carcere, mentre altri tre imputati sono tutt'ora ricercati dalla polizia.

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SDA-ATS