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Spagna-Italia: autorità contro speculatori, stop vendite scoperto

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 luglio 2012 - 20:13
(Keystone-ATS)

Banche italiane e spagnole sono sotto attacco in Borsa e la Consob e sua omologa spagnola, la Comision nacional do mercato de valore, scendono in campo contro la speculazione imponendo - con un intervento coordinato - lo stop alle vendite allo scoperto su banche e assicurazioni, i titoli più colpiti dalle vendite.

Le vendite allo scoperto (o 'short selling') sono operazioni 'ribassiste', che sfruttano la possibilità prevista dai mercati finanziari, di non avere materialmente in mano un titolo per poterlo cedere. Di solito sono legate all'attesa o alla speculazione di un prezzo in calo e per questo possono rappresentare un 'pericolo', se effettuate da grandi investitori come gli hedge fund, perché amplificano l'ondata ribassista sui mercati.

"Le gravi tensioni sui mercati finanziari possono mettere a repentaglio la stabilità del sistema finanziario e la tutela dei risparmiatori" osserva la Commissione guidata da Giuseppe Vegas nel suo provvedimento e non è più sufficiente vietare le vendite allo scoperto 'nude', cioè quelle non assistite dalla disponibilità dei titoli al momento dell'ordine. Per ora il provvedimento è solo temporaneo, 3 mesi in Spagna e - più cautamente - una settimana in Italia. A giudizio della Consob le due situazioni sono profondamente diverse e dunque al momento non era necessario un provvedimento con la stessa portata.

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