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Strauss-Kahn: patrimonio moglie a servizio difesa

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 maggio 2011 - 19:38
(Keystone-ATS)

Costa cara alla moglie Anne Sinclair la 'liberta" di Dominique Strauss-Kahn, in attesa del processo che lo vede incriminato per aggressione sessuale, stupro e altri reati a sfondo sessuale, nei confronti di una cameriera dell'albergo Sofitel di New York.

È proprio lei infatti, la ricchissima moglie di Dsk, grazie alla sua eredità milionaria fatta di Picasso, Matisse, Monet, Courbet e altri dipinti dal valore inestimabile, a farsi carico delle spese della difesa: un milione di dollari in contanti di cauzione e altri 5 milioni depositati come garanzia per ottenere dal giudice gli arresti domiciliari del marito in una super villa con terrazza, palestra, jacuzzi e cinema da 50.000 dollari al mese alle porte di Manhattan, a cui si aggiungono oltre 100.000 dollari mensili per il servizio di sorveglianza. Per non parlare delle spese legali stimate a più di 1 milione di dollari.

Nota giornalista televisiva, tra le più pagate di Francia grazie alla conduzione, dal 1984 al 1997, della trasmissione di successo 'Sept sur sept', la Sinclair, nata Anne-Elise Schwartz (suo padre Robert Schwartz, divenuto Sinclair nel 1949 in seguito alle persecuzioni naziste, era un industriale ebreo), deve il suo cospicuo patrimonio al nonno materno, Paul Rosemberg, uno dei più grandi mercanti d'arte del ventesimo secolo.

Proprietario di una galleria in rue de la Boétie a Parigi, il nonno della Sinclair si era presto circondato dei più grandi artisti dell'epoca come Pablo Picasso, Henri Matisse, Georges Braque e Fernand Leger, con i quali aveva stretto legami di amicizia e anche contratti di esclusiva.

Si esiliò negli Stati Uniti dal 1940 per fuggire i nazisti e nascose la sua collezione, circa 400 dipinti, tra Londra e la sua villa a Floirac, vicino a Bordeaux, mentre le opere più preziose vennero rinchiuse in una cassetta di sicurezza della Banca nazionale del commercio di Libourne, nel sud della Francia. Fu confiscato quasi tutto, ma una gran parte delle opere (solo una sessantina restano ancora introvabili) è stata restituita dopo la guerra agli eredi Rosenberg. A spartirsi questa immensa fortuna sono oggi Anne Sinclair e altri due familiari.

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