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Terremoti: Nuova Zelanda; s'aggrava bilancio, 98 morti

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 febbraio 2011 - 09:26
(Keystone-ATS)

È salito a 98 morti e 226 dispersi il bilancio del terremoto di magnitudo 6.3 avvenuto in Nuova Zelanda martedì scorso (alle 12:51, ora locale). Lo ha reso noto la polizia mentre in precedenza il primo ministro neozelandese, John Key, aveva dichiarato che il bilancio delle vittime è provvisorio e potrebbe aggravarsi ancora di più.

L'epicentro del sisma è stato registrato a 5 chilometri da Christchurch, secondo città del paese con 390.000 abitanti, e a soli 4 km di profondità, rendendolo così più devastante e certamente il più tragico degli ultimi 80 anni.

Il sindaco della città Bob Parker ha assicurato che i soccorritori, circa 1000 di 7 nazioni fra cui Australia, Giappone e Usa, non perdono la speranza di trovare sopravvissuti. Nessuno tuttavia è stato tratto in salvo vivo da ieri pomeriggio. Il comandante di polizia Dave Cliff ha ammesso che non vi è alcuna possibilità di recuperare in vita qualcuno dal palazzo della Canterbury Tv appiattito dal sisma. Nell'edificio nel cuore della città, che ospitava anche una scuola di inglese per stranieri, si trovavano fino a 120 persone, fra cui 11 studenti giapponesi. Altri corpi, fra 16 e 22, si ritengono sepolti fra le macerie della storica cattedrale anglicana nella piazza centrale della città.

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