PARIGI - Si è aperto oggi davanti alla Corte d'assise speciale di Parigi il processo a otto uomini di origine maghrebina accusati di rapine destinate a finanziarie le reti di Al Qaida. Un processo che mescola jihad e banditismo, fanatici e gang di quartiere, e vede come principale imputato il franco-algerino Ouassini Cherifi, detto "il turco", 36 anni, già condannato nel 2002 a cinque anni per traffico di falsi passaporti in relazione a gruppi integralisti.
È considerato il cervello del gruppo di malfattori accusati tra l'altro di un assalto, fallito, alla società di trasporto fondi Securitas di Beauvais, presso Parigi, e del furto di sacchi di documenti in un'agenzia di trasporto colli, Chronopost, di Fretin, nel nord.
Il retrobottega di un ristorante di Clichy-sous-Bois, alla periferia nord della capitale, appartenente a Cherifi, serviva da base logistica ai malfattori tra cui secondo testimonianze, abbondavano dichiarazioni di violenza, e minacce, oltre a offerte di morire da martire. Su indicazione di uno degli accusati, gli inquirenti hanno scoperto in un box della stessa località un arsenale di esplosivi e armi da guerra.
Oltre a Cherifi sono comparsi davanti alla Corte d'assise tre altri imputati detenuti, Mourad Feridhi, un tunisino di 39 anni già condannato tre volte per furto a mano armata, Manoubi Ben Hadj Brahim, un tunisino di 34 anni, e Hichem Ezzikouri, 31 anni, di nazionalità francese. Gli altri quattro imputati, tra cui due fratelli di Feridhi, sono in libertà sotto controllo giudiziario e sono comparsi a piede libero. Il processo dovrebbe concludersi il 28 gennaio.

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