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BANGKOK - Il piano di riconciliazione nazionale Abhisit Vejjajiva è positivo, ma il premier deve fornire informazioni più specifiche sulla data in cui intende sciogliere il Parlamento. E' la risposta dei leader delle "camicie rosse" thailandesi - i sostenitori dell'ex primo ministro Thaksin Shinawatra, in piazza dal 12 marzo a Bangkok - di fronte alla proposta di Abhisit di andare a nuove elezioni il 14 novembre, come soluzione per la crisi politica che attanaglia il Paese.
"Ci può andar bene partecipare a un processo di riconciliazione nazionale, ma Abhisit deve fare più chiarezza", hanno detto Nattawut Saikua e Veera Musikapong, due dei leader del movimento, dal palco eretto presso la Ratchaprasong Interestection, nel centro della capitale. "La riconciliazione non può essere imposta - ha aggiunto Jatuporn Prompan, un altro dei capi -. Vi faremo vedere le foto dei soldati attorno a Ratchaprasong, se pensate che questa sia riconciliazione".
I capi dei "rossi" hanno inoltre specificato di non essere in cerca di un'amnistia, sfidando però il governo ad accusarli di "terrorismo e attentato alla monarchia", come più volte ventilato dalle autorità di Bangkok. Un'altra richiesta riguarda la sospensione del blocco contro i media vicini al movimento, tra cui una tv e diversi siti Internet oscurati nelle ultime settimane.

SDA-ATS