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TI: centrale carbone Lünen, vince il controprogetto

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 giugno 2011 - 16:39
(Keystone-ATS)

L'Azienda elettrica ticinese AET avrà tempo fino al 2035, e non fino al 2015 soltanto, per sbarazzarsi del suo investimento nella centrale elettrica a carbone in costruzione a Lünen, in Germania. Nella votazione cantonale l'ha spuntata il controprogetto di governo e parlamento contro la più radicale iniziativa popolare. Bassissima la partecipazione al voto, poco superiore al 28%.

L'iniziativa popolare "Per un'AET senza carbone" è stata accolta di misura, con uno scarto di 304 voti, ma il controprogetto, accolto più nettamente, ha avuto la meglio grazie alla domanda sussidiaria.

L'iniziativa chiedeva una modifica della legge istituente l'Azienda elettrica ticinese affinché si vietasse l'acquisizione di quote di partecipazione a centrali elettriche a carbone. La partecipazione già acquisita in Germania doveva essere ceduta entro il 2015. Il controprogetto proponeva a sua volta di vietare l'acquisizione di partecipazioni in centrali a carbone. Estendeva però al 2035 il termine per cedere la partecipazione già acquisita.

Il controprogetto impone inoltre all'AET di versare una parte del ricavo ottenuto dall'energia prodotta dalla centrale a carbone a un fondo destinato a favorire la realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile.

I ticinesi hanno d'altro canto approvato a grande maggioranza, con oltre il 74% dei voti, l'inserimento nella Costituzione cantonale di una disposizione per la promozione delle pari opportunità.

La norma ha una natura programmatica e si indirizza essenzialmente al legislatore. Spetta infatti alle autorità politiche perseguire gli obiettivi delle pari opportunità e dell'uguaglianza sociale alla base della nuova disposizione.

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