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Travail.Suisse: mancherà forza lavoro, 400 mila posti vacanti

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 maggio 2011 - 11:10
(Keystone-ATS)

In Svizzera si profila una carenza di manodopera: lo afferma uno studio pubblicato oggi dal sindacato Travail.Suisse, secondo cui nel 2030 potrebbero restare vacanti non meno di 400 mila posti di lavoro.

L'Ufficio per gli studi socio-politici BASS di Berna, che ha svolto la ricerca per conto del sindacato, giunge alla conclusione che la penuria si farà sentire in settori quali gli ospedali, le case di riposo, l'insegnamento, ma anche tra le forze di polizia e nei trasporti pubblici.

Il motivo non risiede nell'invecchiamento della popolazione, ma nella mancanza di giovani leve. Secondo il BASS il potenziale da sfruttare, seppur insufficiente, esiste: con un numero ridotto di pensionamenti anticipati e con un maggiore coinvolgimento delle donne nell'attività professionale potrebbe infatti essere soddisfatta perlomeno la metà del futuro fabbisogno occupazionale.

A questo scopo ci vogliono però investimenti e misure devono essere varate affinché sia possibile conciliare meglio vita lavorativa e famigliare. Quindi: più vacanze, più posti di lavoro a tempo parziale, più capacità negli asili nido e nelle strutture di accoglienza dei bambini, più formazione continua. Il sindacato chiede anche l'introduzione del congedo paternità.

Le previsioni di Travail.Suisse si basano su uno scenario che prevede una crescita economica modesta dell'1% all'anno e un afflusso migratorio di 22 mila persone. Martin Flügel, presidente di Travail.Suisse, ha anticipato - in dichiarazioni rilasciate due giorni fa alla "SonntagsZeitung" - che "la questione non è quanto saranno affollati i treni tra vent'anni a causa della forte immigrazione". La domanda da porsi è piuttosto la seguente: "i treni circoleranno ancora se verranno a mancare i macchinisti?".

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