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"Lo spirito arabo è a pezzi a causa della povertà, della disoccupazione e del calo negli indici di sviluppo". Non usa messi termine il segretario generale della Lega Araba Amr Mussa per fare un ritratto impietoso delle condizioni di vita dei paesi arabi, davanti ai leader della regione.

Si sono ritrovati oggi a Sharm el-Sheikh, sul Mar Rosso, per il loro secondo vertice sulle questioni economiche e sociali, mentre ancora non si placa la rivolta tunisina.

Il vertice, ha spiegato il ministro degli esteri egiziano Ahmed Abul Gheit nella conferenza stampa di chiusura, non ha toccato il tema perché si è concentrato sulle questioni economiche, ma è indubbio che quanto sta succedendo in Tunisia, ma anche in altri paesi dell'area, è un campanello d'allarme per le leadership della regione.

I paesi arabi dovranno creare quaranta milioni di posti di lavoro nei prossimi dieci anni, ha spiegato il ministro dell'industria egiziano Rashid Mohamed Rashid, ma i tempi stringono dato che, come ha detto ancora Amr Mussa, "i cittadini arabi sono in uno stato di collera e di frustrazione senza precedenti".

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SDA-ATS