Turchia: donne 'in bianco e nero' per Convenzione Istanbul

No alla violenza di genere dicono queste donne turche. KEYSTONE/AP/Omer Kuscu sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 luglio 2020 - 13:02
(SDA-ATS)

Una foto in bianco e nero sui social media per denunciare la violenza contro le donne e le ultime minacce alla Convezione di Istanbul.

È la campagna internazionale cui in migliaia stanno partecipando in queste ore anche in Turchia, dopo che nelle ultime settimane sono cresciute le pressioni di gruppi islamisti verso il governo di Recep Tayyip Erdogan a ritirarsi dalla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, che fu aperta alla firma a Istanbul nel 2011 e proprio la Turchia fu il primo Paese a ratificare l'anno successivo, con un Parlamento sempre controllato dall'Akp di Erdogan.

Ieri si erano svolte manifestazioni di donne in diverse piazze del Paese, alimentate anche dall'indignazione per il brutale assassinio la scorsa settimana della 27enne universitaria Pinar Gultekin da parte del suo ex fidanzato.

Gli ambienti ultraconservatori sostengono che la Convenzione di Istanbul sia portatrice di valori contrari a quelli della "nazione turca". Il timore delle attiviste, che al contrario denunciano una scarsa applicazione pratica dei principi della carta, è che le spinte sul governo di Ankara possano rafforzarsi dopo l'annuncio dell'abbandono della Convenzione da parte della Polonia.

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