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ANKARA - Aliye Kavaf, ministra di Stato turca responsabile degli affari femminili e della famiglia, già al centro di recenti polemiche per sue controverse affermazioni sulla morale ed i valori della Turchia, ha scatenato un nuovo vespaio dichiarando di ritenere che gli omosessuali sono dei malati che debbono essere curati.
"Ritengo che l'omosessualità sia un disturbo biologico, una malattia" ha detto Kavaf in un'intervista apparsa sul supplemento domenicale del diffuso quotidiano laico Hurriyet. "Penso che l'omosessualità sia un qualcosa che debba essere curato e per questo motivo non ho una buona opinione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso", ha aggiunto.
Il ministero da lei diretto, ha detto ancora Kavaf, non ha in programma di affrontare il problema dei matrimoni tra omosessuali perché, secondo lei, in Turchia non c'é una richiesta in tal senso. "Non dico che non ci siano omosessuali in Turchia, dico soltanto che questi casi (di richiesta di matrimonio) non esistono", ha concluso la ministra.
Kavaf è tornata a suscitare polemiche ad appena una settimana da quando aveva duramente criticato scene di baci trasmesse nel corso del seguitissimo sceneggiato Tv "Ashki Memnu" (Amore proibito) affermando che tali immagini dovrebbero essere criptate per non influenzare negativamente gli spettatori "fra i quattro e i 10 anni".
Altre critiche contro la ministra si sono levate quando lei stessa, nell'intervista ad Hurriyet, ha ammesso di guardare in Tv "soltanto la serie Kurtlar Vadisi (La valle dei lupi). Non so se è giusto o sbagliato, ma i messaggi inviati da quello spettacolo attraggono la mia attenzione", ha detto Kavaf. "La valle dei lupi" è una soap-opera molto seguita che parla di mafiosi e di complotti antigovernativi in cui abbondano scene di violenza efferata e di torture.

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SDA-ATS