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Vicenda Gheddafi: ostaggi ricorrono contro sentenza

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 dicembre 2009 - 10:01
(Keystone-ATS)

BERNA - I due cittadini elvetici bloccati in Libia da oltre un anno e condannati da Tripoli a 16 mesi di reclusione ricorreranno contro la sentenza emessa lunedì dal tribunale del paese nord-africano. Lo hanno annunciato oggi i loro famigliari.
ABB, il gruppo tecnologico per il quale lavora uno dei due ostaggi, Max Göldi, ha incaricato i suoi legali in Libia di procedere alla contestazione. Secondo ABB, vi sono legittimi motivi per impugnare la sentenza. Anche l'altro ostaggio elvetico presenterà ricorso: Rachid Hamdani "ha incaricato il suo avocato a Tripoli di ricorrere contro la condanna notificatagli oralmente lunedì", scrive oggi la moglie in una nota.
I due svizzeri - Göldi, un ingegnere bernese che dirigeva la filiale libica di ABB, e Hamdani, uno svizzero-tunisino domiciliato nella regione di Nyon (VD) - sono trattenuti in Libia come ostaggi dal 19 luglio 2008, in segno di ritorsione per l'arresto (2 notti in guardina), il 15 luglio 2008, in un albergo 5 stelle di Ginevra, di Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico Muammar, e di sua moglie Aline, denunciati per maltrattamenti da due domestici, una tunisina e un marocchino.
Il 20 agosto 2009 il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz si era recato a Tripoli a sorpresa e si era scusato pubblicamente definendo l'arresto dei coniugi Gheddafi "sproporzionato". Merz aveva ottenuto oralmente l'assicurazione che i due ostaggi svizzeri sarebbero potuti tornare in patria entro fine mese.
Ma così non è stato: il 18 settembre i due sono anzi stati convocati e posti in detenzione in "luogo sicuro", nel timore di un tentativo di liberazione da parte svizzera. Il 4 novembre il Consiglio federale ha sospeso l'accordo concluso il 20 agosto con la Libia.

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