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ZURIGO - La nube di cenere che ha raggiunto la Svizzera nel fine settimana conteneva fino a 600 microgrammi di polvere vulcanica pericolosa per metro cubo di aria: lo hanno stabilito i ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (ETH) che, sulla base dei dati disponibili, ritengono perciò corretto il blocco dello spazio aereo.
Un gruppo di specialisti guidato da Thomas Peter dell'Istituto di studi dell'atmosfera e del clima ha analizzato la composizione della nuvola utilizzando sonde speciali affrancate ai palloni normalmente usati in meteorologia, ha indicato oggi l'ETH. Le sonde mandano onde luminose a due differenti frequenze: queste vengono riflesse dalle particelle che costituiscono la nube e sono quindi misurate dagli apparecchi. I dati raccolto permettono agli specialisti di stimare la quantità del particolato e la sua grandezza.
Stando al politecnico la particelle vulcaniche avevano un diametro medio di 3 micrometri (3 millesimi di millimetro), quindi relativamente grandi: le polveri fini normalmente presenti nell'aria sono infatti in genere dieci volte più piccole.
Per quanto riguarda le quantità, nella notte fra venerdì e sabato sono stati rilevati 80 microgrammi al metro cubo, una concentrazione poi salita fino a 600 domenica. Thomas Peter ammette che le misurazioni e le stime comportano un margine di errore del +/- 30%: questo non toglie a suo avviso che i dati rilevati siano molto elevati. Alla luce delle conoscenze attuali secondo il ricercatore il divieto di volare è da considerare l'unica conseguenza logica corretta. Per prendere una decisione fondata sarebbe infatti necessario testare la quantità di polvere sopportata da un reattore di un velivolo: senza questi valori limite il pericolo di far volare gli apparecchi è troppo elevato, afferma Peter.

SDA-ATS