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Whitney Houston: giallo, annegata o overdose?

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 febbraio 2012 - 20:48
(Keystone-ATS)

Annegamento o overdose. Solo l'autopsia del corpo di Whitney Houston chiarirà in modo definitivo le cause della sua tragica morte, in una stanza del quarto piano del Beverly Hilton, un albergo di lusso presso Los Angeles. Un pizzico di giallo che circonda l'epilogo, purtroppo prevedibile, di una stella di prima grandezza, passata in pochi anni dalla gloria del successo mondiale, al dramma della tossicodipendenza e delle crisi depressive.

Secondo il sito Tmz, Whitney sarebbe morta annegata, dopo essersi addormentata mentre stava facendo il bagno. Da tempo prendeva lo Xanax, un forte sedativo normalmente usato per combattere l'ansia e la depressione. E la notte prima di morire, secondo diverse testimonianze, la cantante aveva bevuto moltissimo sino a tardi. E lo Xanax, mescolato a grandi quantità di alcol, provoca un fortissimo stato di incoscienza. Proprio questo mix potrebbe averla fatta addormentare senza rimedio mentre si trovava nella vasca.

La sua morte ha comunque sconvolto l'America, impietosita dalla triste parabola di questo talento assoluto della musica nera Rhytm and Blues. Così in poche ore la sua storia è diventata la 'big news' su tutti i media, irrompendo sulle prime pagine dei maggiori quotidiani e nelle homepage dei siti di tutte le più importanti catene televisive.

Stamattina, hanno pregato per lei, durante la messa della New Hope Baptist Church di Newark, New Jersey, la chiesa dove Whitney giovanissima, ma già eccezionalmente brava, ha mosso i suoi primi passi nell'arte del canto, interpretando insieme alla madre i classici del gospel nero.

E stasera, tutto il mondo della musica le renderà omaggio, in un'edizione dei Grammy che si annuncia all'insegna del dolore e del rimpianto. Già ieri sera s'è avuto un assaggio di questo grande affetto che circondava la splendida interprete nera.

Mentre il corpo di Whitney era ancora in quella maledetta stanza d'albergo, a poca distanza, in un mega salone aveva comunque inizio la festa per la quale Whitney era lì, secondo la legge ferrea dello spettacolo americano: "the show must go on".

Organizzata da Clive Davis, l'agente musicale che la scoprì moltissimi anni fa, il party è iniziato con un ricordo della cantante. "Abbiamo tutti il cuore devastato dal dolore. Il mio pensiero - ha detto Davis al microfono - va alla figlia Bobbi Kristina e alla madre Cissy. Whitney era una persona splendida. E avrebbe voluto che la musica continuasse".

Poi il ricordo emozionato di Tony Bennett: "Prima Michael Jackson, poi Amy Winehouse. E ora Whitney Houston. Ora vorrei che tutti i presenti in questa sala sala spingano il governo a legalizzare le droghe". Ma anche lui sa bene che il problema di Whitney non era il proibizionismo delle sostanze stupefacenti, ma il demone autodistruttivo che ormai da circa dieci anni non le mai ha dato tregua. È che alla fine ha avuto la meglio.

La figlia Bobbi Kristina dopo una lunga attesa per vedere il corpo della madre in stato di choc sarebbe stata ricoverata al Cedears-Sinai Hospital.

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