Wikileaks: i leader secondo gli Usa, catastrofe diplomatica
NEW YORK - È una catastrofe diplomatica quella scatenata da Wikileaks, che ieri ha lanciato un'atomica ad ampissimo raggio: da oggi tutti i potenti del Pianeta sanno che cosa gli Stati Uniti d'America pensano davvero di loro. E nessuno ne sarà contento. "Un panorama inedito sui retroscena delle ambasciate Usa", scrive il New York Times, "Indiscrezioni che possono porre fine ad un'era della politica estera", commenta El Pais, "Così l'America vede il mondo", dice lo Spiegel.
Questi giornali, assieme a Guardian e Le Monde, hanno anticipato i documenti del sito di Julian Assange. Di seguito, i giudizi "pericolosi" dei diplomatici Usa, che provocano l'imbarazzo della Casa Bianca.
BERLUSCONI, VANITOSO E INCAPACE. "Incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno", un leader "fisicamente e politicamente debole" le cui "frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza": questo il giudizio dell'incaricata d'affari americana a Roma Elizabeth Dibble sul presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, in un documento inviato a Washington.
In un altro file che riguarda il premier italiano, secondo El Pais, si fa riferimento alle "feste selvagge di Berlusconi". E sui rapporti con Putin - secondo quanto scrivono diplomatici Usa nel 2009 - si parla di una relazione straordinariamente stretta, che include "regali generosi, contratti energetici redditizi. Berlusconi sembra essere il portavoce di Putin in Europa".
MEDVEDEV, ROBIN RISPETTO A BATMAN- PUTIN. Il presidente russo Dmitri Medvedev "fa la parte di Robin rispetto al Batman di Putin", nonostante sia di rango maggiore. E Vladimir Putin, oggi premier, viene definito "alpha dog", il maschio dominante, secondo una delle colorite espressioni contenute nei cablogrammi americani.
GHEDDAFI, USA BOTOX ED È IPOCONDRIACO. Fra le note filtrate dagli armadi riservati della diplomazia americana, fra "le più delicate" El Pais cita quelle sul leader libico Muammar Gheddafi. Nei suoi messaggi, l'ambasciatore americano a Tripoli racconta che "Gheddafi, il dittatore più longevo del mondo usa il botox ed è un vero ipocondriaco, che fa filmare tutti i suoi controlli medici per analizzarli dopo con i suoi dottori". Inoltre, di rado esce senza la sua "infermiera ucraina", una "voluttuosa bionda di 39 anni, con cui ha una relazione". Secondo i documenti del New York Times, il leader libico sarebbe stato infastidito da come è stato ricevuto a New York per l'assemblea generale dell'Onu lo scorso anno. Le 'stranezzè di Gheddafi, hanno anche portato la presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner a sollevare con Washington sospetti sul suo stato di salute mentale.
SARKOZY, IMPERATORE NUDO. Secondo El Pais, "la diplomazia americana non mostra una grande stima neanche per il presidente francese Nicolas Sarkozy" che viene definito "un imperatore senza vestiti".
MERKEL, RARAMENTE CREATIVA. A dimostrazione di quanto "l'Europa non è così importante per gli Usa" - svela uno dei documenti - anche la cancelliera tedesca Angela Merkel finisce nelle frasi al vetriolo dei diplomatici americani: "Evita i rischi ed è raramente creativa", si legge in un documento.
CAMERON POCO APPREZZATO. Alcuni documenti indicano che l'attuale premier britannico, il conservatore David Cameron, non gode di grande considerazione alla Casa Bianca. Critiche anche ai reali: almeno un esponente, il principe Andrea, ha agito a volte "in modo inopportuno".
AHMADINEJAD È HITLER. Nei documenti riservati il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad viene definito "il nuovo Hitler". Inoltre, clamoroso per la diplomazia è il documento che svela come gli alleati arabi degli Stati Uniti, in particolare l'Arabia Saudita, spingevano la Casa Bianca per un attacco contro l'Iran per bloccarne il programma nucleare. E poi ancora, la politica di fermezza degli Usa sull'Iran è stata 'spintà da Israele.
KARZAI, IL PARANOICO. Il presidente afghano Hamid Karzai è "ispirato dalla paranoia", secondo una delle definizioni dei diplomatici Usa. Inoltre, suo fratello è da tenere sotto controllo perchè è un trafficante: "Con Ahmed Wali Karzai, il fratellastro del presidente afgano, dobbiamo avere a che fare in quanto numero uno del Provincial Council ma è sottinteso che è uno corrotto e un trafficante di stupefacenti". Questa la descrizione di Ahmed Wali Karzai fornita dai diplomatici americani, riportata dal New York Times. "Sembra non capire il livello di conoscenza che abbiamo delle sue attività. Dobbiamo monitoralo attentamente e in modo chiaro, inviandogli un messaggio chiaro".