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Usa: 100 giorni di detenzione, Wsj rilancia appello per Gershkovich

Il reporter del quotidiano economico Wall Street Journal, Evan Gershkovich, ha già trascorso 100 giorni di detenzione in Russia. (Foto d'archivio) KEYSTONE/AP/Dmitry Serebryakov sda-ats

(Keystone-ATS) “Il giornalismo non è un crimine e non ci fermeremo finché Evan non sarà rilasciato”: lo scrive la direttrice del Wall Street Journal in una lettera ai lettori nel 100esimo giorno di detenzione in Russia del reporter del quotidiano economico, Evan Gershkovich.

Evan, ricorda, “rimane in carcere, falsamente accusato dal governo russo di spionaggio. Il Wsj e il governo degli Stati Uniti negano con veemenza questa falsa accusa e chiedono il suo rilascio immediato”. Gershkovich, prosegue, “è un illustre giornalista la cui copertura ha fornito un’importante finestra su uno dei paesi più grandi del mondo.

Il suo ingiusto arresto è una sfacciata violazione della libertà di stampa che ha conseguenze di vasta portata per il giornalismo e i media, così come per i governi e le democrazie. Una stampa libera è fondamentale per mantenere una società libera e tutti noi abbiamo un interesse in questo”, conclude, ringraziando i lettori per il sostegno e invitandoli a seguire e condividere gli ultimi sviluppi della vicenda, che il giornale aggiorna quotidianamente con un link dedicato.

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