Cassis e Wadephul rafforzano i legami tra Berna e Berlino
La Svizzera intende proseguire il suo sostegno all'Ucraina mantenendo al contempo aperti i canali del dialogo.
(Keystone-ATS) Il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha riaffermato oggi a Berna l’impegno della Confederazione sul piano umanitario, della ricostruzione e dello sminamento, durante un incontro con il suo omologo tedesco Johann Wadephul.
I due ministri, che si sono intrattenuti prima di partecipare alla Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori a Berna, hanno inoltre sottolineato l’importanza delle relazioni tra i loro Paesi e del pacchetto di accordi tra la Svizzera e l’UE.
“La guerra russa in Ucraina mostra quanto oggi la sicurezza, l’economia, l’energia e le infrastrutture siano strettamente interconnesse”, ha dichiarato ai media il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
La Svizzera sostiene l’Ucraina sul piano umanitario, nella sua ricostruzione e nello sminamento, ha ricordato. Essa riprende inoltre le sanzioni dell’UE contro la Russia.
Il consigliere federale ha parallelamente insistito sulla necessità di preservare il dialogo. Quest’anno la Svizzera assume la presidenza dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Mentre “l’ordine di sicurezza europeo è fondamentalmente sotto pressione”, i forum che consentono di mantenere il dialogo sono più che mai necessari, ha aggiunto Cassis.
Nel suo discorso agli ambasciatori, il ticinese ha inoltre difeso una concezione attiva della neutralità. Questa “non significa né immobilismo né ritiro dal mondo”, ma costituisce uno strumento al servizio della libertà, della sicurezza e dell’indipendenza del Paese”.
“Ogni euro, ogni franco”
Dal canto suo, Johann Wadephul ha accolto con favore questo impegno, ringraziando in particolare la Svizzera per essersi associata alle sanzioni contro Mosca. Il ministro tedesco ha tuttavia invitato gli europei ad aumentare i loro sforzi. La pressione sul Cremlino resta “assolutamente necessaria”: “non allenteremo i nostri sforzi, dobbiamo persino andare oltre.”
A suo avviso, le nuove sanzioni dovranno essere discusse a Bruxelles nelle prossime settimane. L’Ucraina deve inoltre continuare a ricevere le attrezzature e le armi necessarie alla sua difesa.
“I margini di manovra di ciascuno di noi sono ancora ben lungi dall’essere esauriti”, ha insistito Wadephul. “Ogni euro, ogni franco che oggi destiniamo al sostegno all’Ucraina e alla nostra sicurezza sarà ripagato cento volte.”
Il ministro tedesco ha inoltre dichiarato di avere “molto rispetto” per la neutralità svizzera e per il ruolo diplomatico che essa consente alla Confederazione di svolgere. Ha tuttavia avvertito che questa neutralità non deve “lasciare spazio a pericolose zone grigie”.
Economie interconnesse
Al di là dell’Ucraina, i due ministri hanno insistito sull’importanza dei legami tra i loro Paesi. Primo partner commerciale della Svizzera, la Germania ha scambiato con essa merci per circa 140 miliardi di franchi nel 2025, ha ricordato Cassis.
Il commercio con il Baden-Württemberg e la Baviera messi assieme è quasi altrettanto importante per la Svizzera di quello con la Cina. La cooperazione deve essere ulteriormente approfondita nella ricerca, nell’innovazione, nell’energia e nelle infrastrutture.
Sulla questione europea, Cassis ha ripetuto che “restare ai margini non è un’opzione.” Il suo omologo tedesco ha auspicato che questo pacchetto venga rapidamente ratificato in Svizzera.